Presidente Fini metta le cose in chiaro!
Gianfranco Fini è un uomo intelligente. Lo pensano tutti (o quasi). Lo penso anche io. Riconosco le sue capacità di oratore e di politico, la sua (per me) egregia attività di Ministro degli Esteri, oltre che di presidente del partito (almeno fino a un certo punto della recente storia di AN) e mi piacerebbe (devo dire) vederlo come statista, come Presidente del Consiglio. D’altronde se i tempi sono stati e sono maturi per gli ex comunisti, direi che sono ancora più maturi per gli ex missini. D’altronde Fini è un ex missino con la “EX” maiuscola: si dice liberale dopo essere stato per più di 20 anni sociale; ha rinnegato e restaurato in barba all’insegnamento del suo padre politico Giorgio Almirante (si badi bene che non mi riferisco alle parole pronunciate a Gerusalemme, che ritengo sbagliate in quanto affermavano qualcosa che è storicamente falso); molto spesso snobba i militanti del suo partito (qualcuno dice che è carattere: Fini sarebbe una persona schiva), ecc…Beninteso, la mia non è una critica, ma solo una rilevazione dei fatti avvenuti negli ultimi anni.
Chiariamo: io condivido sicuramente più la destra che ha in mente Gianfranco Fini (ma ce l’ha in mente una destra?), che quella che può avere in testa Storace. Ma una cosa non la capisco: è evidente che quando si vuole estromettere uno come Storace dall’esecutivo nazionale del partito, qualcosa sta andando veramente a rotoli. Cosa? Fini non parla, sembra prediligere l’azione alla parola (in questo forse è rimasto missino) e decide lui cosa fare senza confrontarsi, grazie ad uno scellerato articolo presente nello statuto di AN, ma soprattutto grazie al suo carattere che a qualcuno potrebbe apparire quantomeno presuntuoso. Certo, di cose buone ne ha fatte. Ma le cattive sembra che nessuno gliele possa far notare, perché altrimenti lui si arrabbia o dice “non avete capito”, un po’ come fa Bassolino o la Iervolino quando gli fanno notare che Napoli è una città morta. Fini è, per certi versi, un incompreso. Questo è vero! Lui ha grosse ambizioni personali e politiche ed è evidente che vuole essere il leader della futura destra italiana. Bene, glielo auguro! Quello che non si capisce è come intende farlo. Il suo partito è chiaramente spaccato in due ed è, secondo me, vicino ad una scissione di cui Fini ha enormemente paura. Lui sa che una parte di AN è ancora sensibile a certi “ancestrali” richiami (provate ad andare ad una manifestazione di partito e date un’occhiata alla platea quando sul videoproiettore passano le immagini di Almirante, Tatarella, o di Ramelli) e allora ha paura perché sa che se avverrà una scissione, gli “scissionisti” avrebbero gioco facile nel farlo apparire troppo moderato (nella parte più radicale della base di AN Fini è considerato, in modo dispregiativo, un democristiano: roba che ai tempi del MSI era un’offesa) e questo potrebbe fargli perdere consenso.
E allora? Un grande leader si vede anche in questi momenti non solo quando il vento è in poppa. Fini deve convocare un congresso al più presto. Un bel congresso in cui, molto verosimilmente, ci lacereremo internamente, in cui molto probabilmente la destra sociale presenta il suo candidato (destra sociale che peraltro mi sembra priva di Gianni Alemanno). L’esito? Chi può saperlo? Io sono convinto che i sociali sarebbero sconfitti. Con un congresso sapremmo cosa è AN. Magari ne uscirebbe un partito più piccolo, ma forse più compatto, con idee chiare e innovative, un partito New Con, ad esempio. Oppure saremmo un partito in stile retrò, che decide deliberatamente di stare fuori dal PPE, continuando a sbandierare “Dio, Patria e Famiglia”. Chissà! Quello che è certo è che qualcosa va fatta e chi la deve fare si chiama Gianfranco Fini. Il partito perde pezzi e consenso: faccio notare che, nonostante alle scorse AN abbia messo il nome di Fini nel simbolo apparso sulle schede elettorali, il consenso riscosso è rimasto sostanzialmente stabile, se paragonato alle precedenti tornate elettorali.
Mi attendo un’azione da leader da parte di Fini. Sono stanco di vedere il gioco delle correnti (mai veramente estinte), di vedere la solita scenetta dei colonnelli che “insorgono” per poi far rientrare la “protesta” appena il capo li redarguisce. Basta! Capisco che tra Fini, La Russa, Gasparri, Alemanno…ci sia una grossa amicizia oltre che un rapporto tra colleghi di partito, ma il partito non sono solo loro e noi vogliamo capire AN dove va e se è ancora la nostra casa. Per cui anche se non condivido la visione “sociale della società” di Francesco Storace, condivido il metodo e le motivazioni della sua arringa. Io, come molti altri e come Storace, anche se da punti di vista diversi, vogliamo capire se AN è ancora il nostro partito.
A New Conservative Guy!
Il bene più prezioso che un uomo possiede è la sua anima individuale, che ha un lato immortale ma anche un lato mortale. Il lato mortale stabilisce la sua assoluta differenza rispetto ad ogni altro essere umano. Soltanto una filosofia che si renda conto delle essenziali differenze tra gli uomini, e perciò provveda per lo sviluppo delle varie capacità di ciascun individuo, può pretendere di essere in accordo con la Natura. (BARRY GOLDWATER)
L’emigrazione interna impoverisce sempre di più il Sud. Perchè quelli che emigrano sono sempre gli elementi migliori: i più coraggiosi, i più forti, i più intraprendenti, che affrontano un rischio e spesso vanno addirittura allo sbaraglio. E a casa rimangono i peggiori i più deboli, o i più poveri… (GIUSEPPE PREZZOLINI)
I padroni vengono spesso intimiditi e sono costretti a cedere alle inique richieste dei loro lavoratori. Il rimedio vero agli accordi è la perfetta libertà da entrambe le parti e un’adeguata protezione nei confronti della violenza e dell’oltraggio. I salari dovrebbero essere il risultato di un libero accordo, e le parti contraenti dovrebbero poter fare affidamento sulla legge affinché le protegga nei confronti dell’uso della forza dall’una o dall’altra parte. Sono convinto che la concorrenza non mancherebbe di fare il resto. (DAVID RICARDO - 1820)
La storia suggerisce che il capitalismo è una condizione necessaria per la libertà politica. Chiaramente non è una condizione sufficiente. (MILTON FRIEDMAN)
Comunista è qualcuno che legge Marx e Lenin. Anticomunista è qualcuno che li capisce. (RONALD REAGAN)



